Monthly Archives: Lug 2014

Amminoacidi e proteine: la guida

Molta attenzione viene rivolta dagli atleti ai benefici, veri o presunti, dell’integrazione di amminoacidi ramificati (BCAA) o proteine sulla performance e sul recupero del ciclista. Studi condotti sull’argomento hanno indagato l’effetto dei BCAA prima, durante e dopo l’esercizio di resistenza. Le evidenze più importanti sostengono l’uso di BCAA prima dello sforzo o durante il recupero degli allenamenti di endurance intensi, con riduzione del danno muscolare e dell’affaticamento; durante la fase di recupero, aumenta l’utilizzo di amminoacidi per la sintesi proteica, in una fase caratterizzata dal catabolismo muscolare e da un accelerato tasso di turnover proteico.

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Pillole sul Tour di Nibali

Un paio di post riguardo le tappe di Hautacam e Sheffield, entrambe aventi come vincitore Vincenzo Nibali.

SHEFFIELD

La stupenda vittoria di tappa di Nibali al Tour, rivissuta attraverso il file pubblicato da SRM. Una tappa di 5h08 molto difficile (ma 4000m di dislivello mi paiono troppi), Nibali ha totalizzato 221 watt in questa tappa inglese caratterizzata da molta pianura, con cadenza media di 69rpm, velocità media di 38 kph e circa 4,000 chilocalorie bruciate.  La corsa si è accesa per tutti i protagonisti dopo 150 dei 196 km previsti, quando i big si sono portati davanti (fonte: sito srm.de)

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Corone ovali, considerazioni sulla lettura dei wattaggi

I powermeter utilizzati dalla maggior parte degli atleti calcolano il wattaggio, espresso in un determinato intervallo di tempo, come il prodotto tra due grandezze: la Coppia media durante una rivoluzione di 360°e la Velocità Angolare media durante quella pedalata (ossia, il tempo richiesto per completare una rivoluzione completa).
Potenza (W) = Momento Torcente (Nm) x Velocità Angolare (rad/s)

Tuttavia, la potenza erogata da un ciclista su 360 gradi di una rivoluzione non viene determinata da una coppia τ = P/ω costante, da una trazione sempre uguale ad ogni giro della pedivella. Vi è per ogni singola rivoluzione una fase di spinta più accentuata (dal punto morto superiore a quello inferiore) e una fase di risalita negativa, in cui la gamba impegnata cerca di limitare la trazione “negativa”, per accentuare la contestuale spinta dell’arto impegnato sul pedale opposto. Si forma quindi una curva di tipo sinusoidale con due “picchi” distinti per ogni rivoluzione.

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Strategie per un recupero efficace

Nella scienza dell’allenamento, il recupero costituisce parte integrante del programma, anzi, è il frangente in cui si manifestano realmente gli adattamenti necessari a raggiungere uno step ulteriore al proprio livello di preparazione. Negli sport di endurance, molti atleti preferiscono allenarsi di continuo sottoponendosi ad elevati livelli di stress, piuttosto che dedicare tempo ed attenzione alle pratiche idonee ad accelerare e massimizzare il recupero muscolare ed energetico nel post. Bisogna essere consapevoli che uno scarso recupero comporti una ridotta capacità di allenarsi in modo consono ai propri obiettivi, o di proseguire con costanza allenamenti di una certa portata. Inoltre, un accumulo eccessivo di stress, allenamento dopo allenamento, porta gradualmente verso l’Overreaching o addirittura verso l’Overtraining.

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