Altura & tende ipossiche

Altura & tende ipossiche

L’allenamento in altura è ad oggi uno dei mezzi più utilizzati dai ciclisti Pro di alto livello da decenni. Essi soggiornano in altura per aumentare il trasporto e l’utilizzo di ossigeno nel sangue (aumento della massa plasmatica e dei dei globuli rossi) senza accusare gli effetti deprimenti che invece comporta una prolungata esposizione all’ipossia. In vista degli appuntamenti cruciali della stagione, squadre e Top Rider hanno concluso stage intermittenti (2-3 settimane) a Sierra Nevada, Livigno, Stelvio, l’Etna e le Canarie nell’inverno europeo. Proprio sul Teide, immersi in un paesaggio lunare, hanno preparato il Giro e le Classiche molti dei campioni ai vertici delle classifiche World Tour, lontano da occhi indiscreti e (..si diceva una volta..) in compagnia di preparatori/medici più o meno affermati. Lo stesso Schwazer, insieme ad altri campioni olimpici, è stato avvistato a più riprese a Tenerife (foto sotto: la tenuta del Parador, alle pendici del Vulcano).

L’assenza di distrazioni, le salite lunghe e pedalabili, lo stimolo naturale (oltre i 2000m di quota) dell’ipossia, hanno contribuito nel tempo alle vittorie di Tour, Giri, Classiche; anche se qualcuno (Università di Valencia nel 2009) ha insinuato che gli effetti dell’altura fossero in realtà un modo per nascondere -e rendere duraturo- l’effetto di massicce dosi di Epo durante i soggiorni. La ricerca scientifica si è espressa a più riprese, da Levine ad Adams, e con conclusioni contrastanti sui benefici delle pratiche LHTL (living high- training low): in ogni caso, un’allele dei nostri geni sembra categorizzare i soggetti Responder, beneficiari dell’alta quota, da quelli che invece non potranno avere benefici tangibili (extra-training, o meramente ambientali) dalla permanenza di almeno 14gg sopra i 2000m.

Detto questo, i ciclisti stranieri potrebbero anche non andare in alta montagna per trarre benefici. Possono infatti stare comodamente a casa, e sperimentare (vedremo nel dettagli con quali limiti) le stesse condizioni, grazie ad apposite tende, di dimensione più o meno elevata (da quella di un letto a vere e proprie stanze), collegate ad una rumorosa pompa: in altitudine, la pressione parziale di ossigeno si abbassa, mentre l’apposita tenda è provvista di alcuni meccanismi che iniettano aria raffinata (vedremo poi come), con un ridotto contenuto di ossigeno, in un’area domestica ristretta.

Ne fanno tuttora uso molti sportivi di grido, dal nuotatore pluri-medagliato Phelps alla nazionale spagnola ed inglese di Calcio, da Wiggins (foto sotto, Teide 2012, The Telegraphe) a De Gendt. Solo in Italia la tenda non è legale e costituisce fonte di infrazione per la normativa antidoping vigente.

Queste macchine sono state originariamente sviluppate per i malati che necessitano di più ossigeno per potersi curare; la pompa aspira l’aria attraverso una presa, e poi usa la reazione chimica per rimuovere l’azoto dell’aria, con due scarichi. Uno con il flusso di ossigeno per il paziente, l’altro con l’azoto da espellere. L’atleta di endurance utilizza una versione modificata del sistema: mentre il paziente malato riceve ossigeno concentrato, l’atleta si collega al tubo di scarico, in cui l’azoto viene convogliato in uno spazio sigillato (il letto di una stanza, la stanza intera… Foto sotto, il Pro del Team Sky Henderson simula quota 3500via Twitter)

L’aria all’interno della tenda o la stanza sigillata vengono monitorate al fine di garantire il livello voluto, con un telecomando ed un dispositivo a regolazione costante, che cattura l’ossigeno SENZA diminuire però la pressione (ambiente normobarico *). Per simulare 3.000 m, ad esempio, la pompa cattura O2 per il 6%, e via dicendo.

Nel mondo reale, ad alta quota vi è una condizione ipobarica: nella tenda invece l’ambiente è ipossico, si sostituisce parte della percentuale di “aria” con azoto; c’è solo un po ‘più di azoto e un po’ meno ossigeno rispetto alla normale ripartizione (*).

La distinzione tra ambiente ipossico – ipobarico rimarca le potenziali limitazioni delle tende ipossiche e le ragioni per cui alcune risposte fisiologiche possono essere diverse; l’aria immessa dai tubi sarà più ricca di azoto, ma con la pressione che si troverebbe a bassa quota. La pressione atmosferica normalmente diminuisce invece con l’aumentare della quota a cui ci si trova, e diminuiscono in proporzione anche le pressioni parziali di tutti i gas che compongono l’atmosfera. In altura, è proprio la ridotta pressione parziale di ossigeno a determinare la maggior parte delle risposte fisiologiche di adattamento, che in parte contrastano i disagi provocati dalla altitudine.

* Lo stato “normobarico” nella permanenza artificiale viene raggiunto addizionando all’aria Azoto puro, determinando così non un aumento della pressione parziale dell’Azoto (gas inerte) ma una diminuzione della pressione parziale dell’Ossigeno, pur restando l’ambiente a pressione totale “normale”.

Secondo alcune ricerche, queste tende quindi possono essere un buon viatico per lo stimolo dei parametri ematici, senza poter però essere paragonate ai metodi illegali (leggasi: doping ematico) che portano peraltro una serie ampia di conseguenze negative, specie a lungo termine. L’incremento dei vari parametri si rivelerebbe dunque modesto, ed accompagnato a problemi nell’addormentarsi e riposare in modo piacevole, oltre a qualche problema respiratorio (iperventilazione).

Dal punto di vista salutistico, sembrerebbero esserci poche garanzie sugli eventuali effetti collaterali di tale meccanismo artificiale. Secondo il Pm Pecori, che ha redatto una perizia sull’Altitrainer (noto esempio di tenda utilizzato già da Lance Armstrong nella sua carriera), infatti,

“(lo strumento) è potenzialmente in grado di creare uno stimolo ipossico che, sulla base di consolidati principi ematologici, può essere sufficiente a determinare un effetto eritropoietico. D’altra parte non risulta che l’apparecchio in questione sia stato oggetto di sperimentazioni cliniche adeguate quali quelle che per norma sono obbligatorie per l’introduzione, per esempio, di un nuovo farmaco in commercio. Ci si riferisce soprattutto agli studi di fase II e III che le Norme(…) richiederebbero al fine di certificare l’efficacia , la sicurezza e la tollerabilità. (….) Non esistono al momento dati certi relativi alla innocuità delle pratiche ipossiche artificiali per la salute. Piuttosto le attuali conoscenze sugli intricati meccanismi biologici legati all’ipossia fanno ipotizzare possibili danni e/o rischi per la salute”

Per concludere, una curiosità: nel preparare i mondiali del 2010, secondo un tabloid inglese ben informato, Fabio Capello (CT ai tempi della nazionale Inglese) effettuò una serie di appositi esami nel ritiro pre-mondiale, in merito alla distinzione tra responders e non. Lo staff del London Altitude Centre sottopose tutti i giocatori ad una serie di test, atti a stabilire quali calciatori fossero influenzati positivamente dall’altitudine, e fornendo subito ai soggetti “geneticamente” inclini le tende ipossiche. Con una spesa intorno ai 6500 euro.

Per approfondire:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22033534?dopt=Abstract

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9298550

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11428690

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