Scelta dello pneumatico, tra aerodinamicità e rotolamento

Nella scelta dei materiali per la gara, bicicletta esclusa, dopo il casco riveste una certa importanza l’insieme cerchio+ gomma. Una ruota aerodinamica è molto più importante di una ruota leggera nelle competizioni pianeggianti o ancor più a cronometro; il peso gioca un ruolo più importante nei rilanci e in salita, dove si ha una migliore accelerazione, perché la massa rotante sulle ruote è minore e la ruota risulta più agile. Su percorsi piatti senza scia (dove un kg di peso aggiuntivo genera un gap di circa 1” al km a parità di Cx), dopo la fase di accelerazione da bassa velocità, il peso di una ruota non determina grandi svantaggi rispetto agli effetti benefici di una ruota altamente aerodinamica sopra i 35 km/h. Gli pneumatici larghi hanno un rotolamento migliore solo a parità di pressione, mentre i modelli più stretti possono essere utilizzati con pressioni di gonfiaggio superiori, risultando comunque meno confortevoli.

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Analisi dei quadranti e misuratori di potenza

Quadrant Analysis è uno strumento utile ad interpretare i dati del proprio misuratore di potenza, e consente di ottenere informazioni addizionali sulla richiesta di una gara o di una sessione di allenamento.

Le potenze critiche richieste per primeggiare nel ciclismo agonistico variano molto, in base alla tipologia di gara e alla durata dell’evento; servono notevoli doti nel cambio di ritmo o sprint in una gara a circuito o in un criterium, maggiori capacità in ambito aerobico nella cronometro individuale oppure in una gara con molto dislivello. Oltre a questo, dobbiamo considerare il fatto che durante una qualsiasi competizione la potenza fluttui per definizione e in modo repentino, a causa di variazioni di velocità, pendenza della strada, vento ecc ecc.

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A proposito di Paleodieta..

Il ritrovamento di una macina primitiva e un macinello, provenienti da un sito archeologico toscano, ha svelato qualche tempo fa l’esistenza di metodi per macinare le foglie di Tifa Palustre, ed ottenere così farine e zuppe per mano dell’Homo Sapiens Sapiens (Paleolitico). Il ritrovamento dei reperti, nell’attuale Mugello, ha “ridisegnato” l’evoluzione dell’alimentazione umana: si pensava infatti che i carboidrati complessi fossero stati introdotti migliaia di anni dopo, nel Neolitico, insieme ad agricoltura e allevamento. Inizialmente, l’uomo della Preistoria si nutriva della carne delle carogne, raccoglieva tuberi, radici, bacche, frutta, uova e catturava soltanto piccoli animali. Poi, circa un milione di anni fa, imparò a fabbricare armi più efficaci e poté cacciare animali più grandi, diventando più robusto e forte. Il passaggio alla carne cotta (Pnas) consentì successivamente di ottenere più facilmente energia dalla dieta, aprendo la strada a un rafforzamento del fisico e al miglioramento delle capacità cerebrali.

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ABC dei sali minerali per lo sportivo (parte II)

Analizziamo ora i differenti elementi accennati nella prima parte, grazie al contributo della Dr.essa Veronica Rinaldi, nutrizionista:

Sodio

Presente per lo 0,15% del peso corporeo è contenuto in forma ionica nel sangue e nei liquidi intracellulari. Il fabbisogno giornaliero è di circa 4-6 gr. La funzione principale è quella di regolare la permeabilità delle membrane cellulari. Carenze di tale minerale provocano anoressia, nausea e vomito; mentre eccessi causano ipertensione arteriosa, nausea, vomito, convulsioni e difficoltà respiratorie. Alcuni cibi sono molto ricchi di questo minerale è il caso del sale da cucina, dei formaggi e degli insaccati. Il sodio è l’elettrolita maggiormente presente nel nostro organismo soprattutto all’esterno delle cellule. L’assunzione a volte anche eccessiva di sodio attraverso la dieta ed i meccanismi di risparmio di tale minerale molto efficienti nel nostro organismo, ne rendono quasi sempre superflua o comunque non è indispensabile un’integrazione anche durante sforzi di lunga durata; un discorso analogo va fatto anche per il cloro che si trova negli alimenti spesso accoppiato al sodio.

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ABC dei sali minerali per lo sportivo (parte I)

Nell’uomo la quantità di sali minerali presenti rappresenta circa il 6% del peso corporeo; il fabbisogno giornaliero è moderato, visto che i sali sono  eliminati costantemente dall’organismo attraverso urina e sudore, e vanno costantemente reintegrati. I sali minerali sono sostanze inorganiche, non energetiche, indispensabili per il corretto svolgimento delle reazioni chimiche che producono loro stesse energia. Numerosi sali minerali assicurano per esempio la funzione plastica, rinforzano il tessuto osseo, svolgono un compito delicato nella regolazione dell’acidità dei tessuti e fungono da catalizzatori di numerose reazioni chimiche. Devono essere assunti dall’esterno in quanto l’organismo non riesce a sintetizzarli quindi le principali fonti di approvvigionamento sono rappresentate dagli alimenti e dai liquidi che normalmente compongono la dieta.

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Perché allenarsi con i misuratori di potenza

Parlando di metologia, è noto come i cardiofrequenzimetri inaugurarono un nuovo corso negli anni ’80, diventando una scelta quasi unanime nel decennio successivo. Allo stesso modo, i misuratori di potenza hanno aperto prospettive nuove per atleti e coach dalla fine degli anni ’90: ormai tutti i ciclisti professionisti li hanno in dotazione, e li usano quotidianamente come strumento di lavoro, mentre a livello amatoriale si stanno diffondendo con notevole velocità, e li si vede sempre più spesso sulle strade italiane.

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Sweet Spot, definiamone i contorni

Sicuramente molti di noi hanno sentito parlare di allenamenti in zona Sweet Spot (comunemente abbreviata con SST). Mi è capitato di parlare con coach americani che adducevano proprio, tra i tantissimi motivi per cui dotarsi di un powermeter possa determinare un salto di qualità nel training ciclistico, la presenza di questo range in watt. Vorrei approfondire cosa significhi esattamente allenarsi in SST, e perchè gli allenamenti entro questo range sono così efficaci nell’aumento della propria FTP (Functional Threshold Power, potenza sostenibile per 45-60′ di sforzo critico). Prenderemo come spunto per iniziare la nostra discussione un famoso grafico disegnato dal celeberrimo fisiologo americano Andrew Coggan.

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Ottimo lavoro nel primo ritiro stagionale

È terminato ieri a Bibbiano presso il centro Calypso Life Club, il secondo breve ritiro del Bardiani Valvole – CSF Inox Pro Team. Durante i tre giorni di raduno, sotto la guida di Bruno e Roberto Reverberi, i 17 atleti hanno svolto insieme al nuovo allenatore della squadra Simone Casonato e al direttore sportivo Mirko Rossato, i test funzionali V02Max, discusso dei primi programmi di allenamento in vista del 2013 e successivamente si sono dedicati alla ricerca della corretta posizione in bicicletta.

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Allenarsi in zona

Allenarsi con metodo scientifico significa osservare con la dovuta elasticità i dettami prescritti dal proprio preparatore di fiducia, applicando con criterio le linee guida fornite dalla tabella di allenamento (una possibilità, non una prigione!). La perseveranza e la determinazione nel portare a termine il programma valgono a prescindere dai parametri adottati, siano essi la potenza (watt), la frequenza cardiaca, la combinazione di corona e pignone adottata o la velocità oraria. Tabella o meno, l’allenamento implica una certa maturità nello scegliere i percorsi, ascoltare le proprie sensazioni e decodificarle in maniera lucida; senza questa capacità di gestione, chiunque può esporsi a situazioni di overreaching e spossatezza (anche mentale) che interrompono la progressività del training.

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Bardiani-CSF e ScienceOfCycling Italia insieme per il 2013

Tempo di incontri per il Bardiani Valvole – CSF Inox Pro Team. La nuova giovane squadra, unica italiana aderente al Mouvement Pour un Cyclisme Crédible, si ritroverà dal 5 al 7 Dicembre nuovamente al Centro Calypso Life Club con sede a Bibbiano (RE), per un’intensa tre giorni di lavoro.

L’occasione che vedrà impegnati tutti e 17 gli atleti, servirà principalmente per svolgere i primi test funzionali insieme al Dott. Simone Casonato, head coach e fondatore di ScienceOfCycling Italia, che nel 2013 sarà l’allenatore esclusivo della squadra lavorando in simbiosi con il direttore sportivo Mirko Rossato.

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