Allenamento&misuratori

Vuelta 2017: Froome & Contador, i dati dell’Angliru

Matteo Trentin ha conquistato domenica la sua quarta tappa della Vuelta 2017, corsa a tappe che ha visto Chris Froome vincitore della generale. Per il capitano del Team Sky, la maglia rossa chiude un inseguimento di 6 anni, dopo il secondo posto per soli 13 secondi nel 2011. Il “kenyano bianco” ha trionfato in Spagna a poche settimane di distanza dalla sua quarta affermazione al Tour, in luglio; è quindi il primo ciclista a fare il l Double Tour-Vuelta dopo la ricollocazione della corsa spagnola ad agosto-settembre. La corsa a tappe ci ha offerto spettacolo e anche qualche spunto per analizzare le prestazioni dei molti campioni presenti alla partenza.

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Tour 2017: i dati della vittoria di Aru, il confronto con i big

La prima sfida tra i big di questo Tour 2017 si è consumata sulla salita della Planche des Belles Filles, al quinto giorno di gara. La tappa ha dato i primi verdetti, evidenziando il dominio tra le squadre di BMC e Sky, il crollo dei reduci dal Giro 2017 e soprattutto la fantastica condizione del sardo dell’Astana. Vediamo insieme come sono andati gli atleti, ieri e rispetto alle passate edizioni passate da questa stessa salita.

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Oropa: dati di scalata da Pantani a Dumoulin

Come preannunciato alla fine dello scorso articolo di analisi (lo trovate qui), Tom Dumoulin ha fatto valere le proprie doti di cronoman conquistando la maglia rosa nella prova contro il tempo di Montefalco: oltre 39 km percorsi a 47.180 km/h di media, infliggendo distacchi pesanti agli scalatori in corsa per la vittoria finale (Nibali a 2’07, Quintana a 2’53, Pinot a 2’42).

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Giro 2017: i dati di scalata sul Blockhaus

La nona frazione del Giro 2017 ha finalmente permesso, dopo le scaramucce dell’Etna, di saggiare la condizione degli atleti in lotta per la maglia rosa. Questa tappa, quasi completamente pianeggiante per i primi 85 chilometri, ha visto i corridori affrontare una breve salita in vista del traguardo volante, prima dell’arrivo a Scafa dove si iniziava a salire verso il traguardo.

La scalata vera e propria al temibile Blockhaus è iniziata a 13,6 chilometri dalla conclusione della tappa. Da Roccamorice la strada aveva una pendenza media del 9%, con tratti anche al 14%.

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Giro 2017: analisi dei favoriti

Scatta domani l’atteso Giro numero 100. L’edizione 2017 si preannuncia spettacolare, sia per il percorso che per il livello dei partenti, mai così alto.

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Asimmetria di spinta e potenze crescenti

L’avvento dei misuratori mono-lato, da Stages in avanti, ha posto il problema della veridicità dei dati potenza rilevati, o meglio stimati, dal sistema stesso.

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L’inverno del ciclista

L’inverno del ciclista è cambiato molto in questi ultimi anni, è cambiato l’approccio alla fase di costruzione e anche la consapevolezza di come l’attività invernale possa incidere sul prosieguo della stagione agonistica, non negli aspetti direttamente collegati alle capacità prestative, quanto in quelli collaterali.
Di norma, la lunghezza della fase di costruzione dipende da una serie di fattori strettamente individuali, e legati sia alla diversa periodizzazione del training (gli obiettivi stagionali) che al clima della propria regione di appartenenza.

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Forza&ciclismo: considerazioni preliminari

Il discorso “forza” nel ciclismo cela una serie infinita di equivoci, e dibattitti. Possiamo dunque partire definendola, genericamente, “la capacità del sistema neuromuscolare di sviluppare tensioni per superare resistenze” (cit Kusnezov).
Il maggior equivoco metodologico (a mio parere) risiede nel considerare la forza resistente come l’unica o la principale, componente da allenare nel ciclista (vedasi abuso delle SFR in passato). In realtà, le forze in gioco sono molteplici, e per ognuna coesistono metodologie e strumenti appropriati.
In ambito ciclistico non esiste una forza univocamente intesa, ma tante componenti differenti e comunicanti, ognuna di esse va allenata in modo opportuno a seconda del periodo, degli obiettivi e dell’atleta in questione (caratteristiche muscolari, disciplina ciclistica praticata e attitudini personali).

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Allenarsi in altura: linee guida e possibili benefici

Molti atleti d’élite prendono oggi parte a stage in altitudine, fino a 3-4 volte all’anno, spesso con grandi aspettative. Dal punto di vista della ricerca scientifica, i risultati dei lavori svolti rendono più controversa la disputa riguardo ad un possibile miglioramento delle prestazioni. Dal punto di vista ematico, dopo circa 15 giorni di altura si verifica un aumento progressivo della concentrazione dei globuli rossi (in risposta all’ipossia), aumentano sia la secrezione dell’ormone eritropoietina (EPO) che la concentrazione di emoglobina ed ematocrito ( sempre in risposta alla riduzione della pressione parziale dell’ossigeno). Non è però chiaro come questo si correli con ogni persona, ed i risultati della permanenza in altitudine sono soggettivi e difformi tra atleti, in quanto i miglioramenti nella prestazione sembrerebbero derivare da altri adattamenti periferici.

Vediamo insieme di approfondire sinteticamente l’argomento con considerazioni attuali e linee guida per la permanenza in altura.

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Corone ovali e pedalata del ciclista

L’adozione di corone ovali (asimmetriche) implica un cambiamento della tecnica di pedalata che richiede adattamenti di alcune settimane, e che ora andiamo a sviscerare insieme nel dettaglio. I due principali prodotti attualmente disponibili, sul mercato europeo sono O.Symetric, di fabbricazione francese, e Rotor, di matrice spagnola; vi sono però soluzioni meno conosciute, ugualmente degne di essere menzionate. Uno studio monumentale del 2010 ci viene incontro, anche se tralascerò gli aspetti meramente valutativi ed i complicati criteri di misurazione delle grandezze fisiche per concentrarmi su considerazioni più attinenti alla pratica.

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