Allenamento&misuratori

Stages, la prova del misuratore scelto da Sky

Nelle ultime 48 ore, una notizia “tecnica” ha attirato l’attenzione degli appassionati di ciclismo e praticanti di tutto il mondo; il passaggio della corazzata Sky, per molti squadra all’avanguardia in termini di tecniche e metodologia di allenamento, dai misuratori di potenza SRM (usati sin dalla nascita della formazione britannica) ad un nuovo marchio di misuratori, Stages.

Per gli addetti ai lavori, lo Stages (presentatosi inizialmente sul mercato come Stage One) è in realtà uno strumento ben conosciuto e molto atteso, poiché per lungo tempo in Italia non abbiamo potuto testarlo a causa della mancata distribuzione (solo in USA e Canada coi canali ufficiali). Io stesso, per entrarne in possesso, mi sono dovuto rivolgere all’estero, e aspetto che venga distribuito ampiamente anche in Italia per consigliarne l’acquisto.

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Ottimo lavoro nel ritiro di Fiuggi

Si è da poco concluso il primo ritiro della squadra professionistica Bardiani Valvole – CSF Inox per la stagione 2014. Sono state giornate ricche di impegni per i ragazzi italiani del #Greenteam: incontri con la stampa e con gli sponsor, foto e consegna dei materiali, briefing tecnici e tanto altro. I 17 ragazzi, insieme al futuro professionista Simone Sterbini, si sono ritrovati a Fiuggi per la prima volta insieme, gettando le basi per la prossima stagione. C’è stato anche spazio per i primi test di valutazione, ginnastica posturale e tanto altro.

Le giornate sono cominciate presto per i giovani atleti, che tutte le mattine hanno effettuato, insieme al posturologo (che lavora con la squadra da diverso tempo), una sessione di ginnastica e “riattivazione muscolare” a stomaco vuoto. Un bel modo per cominciare la giornata col piglio giusto, con i preziosi consigli di Davide, che poi ha lavorato con alcuni ragazzi anche al termine delle uscite in bici, per verificare ulteriori aspetti o correggere alcuni problemini di “assetto”.

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La forza nel ciclismo, tra bici e palestra (parte II)

Qualche mese fa, e precisamente a fine luglio, ci occupammo dell’argomento palestra in un lungo articolo dal titolo “forza, potenza e ciclismo: prospettive scientifiche tra bici e palestra”. In quella sede, con ampio uso di referenze degli ultimi tre decenni, provai a definire alcune componenti sostanziali che determinano la prestazione ciclistica, a delineare il concetto di “forza” nella pratica di una specialità di endurance come il ciclismo (tolte alcune discipline della pista, molto lontane però dalla nostra pratica di amatori o professionisti) e a mostrare come in un certo modo la pratica di un’attività pesistica parallela possa interferire con l’allenamento ciclistico (Yamamoto et al, J of Strenght and Conditioning Res, 2010) e con lo sviluppo delle fibre tipo I e del tessuto connettivo.
Trovate il link dell’articolo qui: http://news.scienceofcycling.it/#post89

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Il concetto di critical power nel ciclismo

Monod e Scherrer introdussero qualche decennio addietro (negli anni 60) il concetto originario di Critical Power, proponendo di modellare la potenza P e il tempo di esaurimento T attraverso una relazione iperbolica (formula sotto).
La relazione ci ricorda che il tempo, per cui un atleta può sostenere un wattaggio determinato, dipende dal wattaggio stesso in relazione alle capacità metaboliche del soggetto, e questa capacità di performare lo sforzo per una tal durata dipende a sua volta dall’insieme delle doti aerobiche + anaerobiche che variano nel loro contributo in funzione della durata di uno sforzo.

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Powermeter, le novità da Eurobike

Dopo i primi assaggi, pubblicati qualche giorno fa, e riguardanti il misuratore Factor e le novità PowerTap e Power2Max (prima sulla pagina Facebook, poi riassunti qui http://news.scienceofcycling.it/#post96 ), ecco un sunto di quanto visto ad Eurobike in tema powermeters, sicuramente uno dei settori più dinamici e a noi cari per il training. Propongo le 5 novità/aggiornamenti più interessanti, in quanto di Garmin Vector si è già ampiamente parlato, Quarq ha aggiornato la gamma senza grosse novità già qualche mese fa e iBike è tutto da scoprire, specie sul nostro mercato.

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La forza nel ciclismo, tra bici e palestra (parte I)

Il nostro corpo ha sostanzialmente tre vie che concorrono alla produzione di energia, e una di esse utilizza l’ossigeno come carburante (sistema aerobico). Gli altri due sistemi (anaerobici) producono energia senza richiedere O2, fornendo un quantitativo valido per brevi periodi (fino ai 45”) ed intervendo per richieste impegnative, quali il sollevamento dei pesi o di esecuzione di sprint all-out. Eventi brevissimi ed intensi, senza ripetizione temporale, sono in genere classificati come sport di forza, non certo di endurance; in quest’ultimo caso invece, il sistema aerobico fornisce invece energia duratura per le attività a lungo termine, come camminare, correre, nuotare sulle lunghe distanze e (nel nostro caso) pedalare. Sport di resistenza, insomma.

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Altura & tende ipossiche

L’allenamento in altura è ad oggi uno dei mezzi più utilizzati dai ciclisti Pro di alto livello da decenni. Essi soggiornano in altura per aumentare il trasporto e l’utilizzo di ossigeno nel sangue (aumento della massa plasmatica e dei dei globuli rossi) senza accusare gli effetti deprimenti che invece comporta una prolungata esposizione all’ipossia. In vista degli appuntamenti cruciali della stagione, squadre e Top Rider hanno concluso stage intermittenti (2-3 settimane) a Sierra Nevada, Livigno, Stelvio, l’Etna e le Canarie nell’inverno europeo. Proprio sul Teide, immersi in un paesaggio lunare, hanno preparato il Giro e le Classiche molti dei campioni ai vertici delle classifiche World Tour, lontano da occhi indiscreti e (..si diceva una volta..) in compagnia di preparatori/medici più o meno affermati. Lo stesso Schwazer, insieme ad altri campioni olimpici, è stato avvistato a più riprese a Tenerife (foto sotto: la tenuta del Parador, alle pendici del Vulcano).

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Analisi dei quadranti e misuratori di potenza

Quadrant Analysis è uno strumento utile ad interpretare i dati del proprio misuratore di potenza, e consente di ottenere informazioni addizionali sulla richiesta di una gara o di una sessione di allenamento.

Le potenze critiche richieste per primeggiare nel ciclismo agonistico variano molto, in base alla tipologia di gara e alla durata dell’evento; servono notevoli doti nel cambio di ritmo o sprint in una gara a circuito o in un criterium, maggiori capacità in ambito aerobico nella cronometro individuale oppure in una gara con molto dislivello. Oltre a questo, dobbiamo considerare il fatto che durante una qualsiasi competizione la potenza fluttui per definizione e in modo repentino, a causa di variazioni di velocità, pendenza della strada, vento ecc ecc.

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Perché allenarsi con i misuratori di potenza

Parlando di metologia, è noto come i cardiofrequenzimetri inaugurarono un nuovo corso negli anni ’80, diventando una scelta quasi unanime nel decennio successivo. Allo stesso modo, i misuratori di potenza hanno aperto prospettive nuove per atleti e coach dalla fine degli anni ’90: ormai tutti i ciclisti professionisti li hanno in dotazione, e li usano quotidianamente come strumento di lavoro, mentre a livello amatoriale si stanno diffondendo con notevole velocità, e li si vede sempre più spesso sulle strade italiane.

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Sweet Spot, definiamone i contorni

Sicuramente molti di noi hanno sentito parlare di allenamenti in zona Sweet Spot (comunemente abbreviata con SST). Mi è capitato di parlare con coach americani che adducevano proprio, tra i tantissimi motivi per cui dotarsi di un powermeter possa determinare un salto di qualità nel training ciclistico, la presenza di questo range in watt. Vorrei approfondire cosa significhi esattamente allenarsi in SST, e perchè gli allenamenti entro questo range sono così efficaci nell’aumento della propria FTP (Functional Threshold Power, potenza sostenibile per 45-60′ di sforzo critico). Prenderemo come spunto per iniziare la nostra discussione un famoso grafico disegnato dal celeberrimo fisiologo americano Andrew Coggan.

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