Triathlon&ironman

Ironman 70.3: analisi top-10

L’atleta lombardo Matteo Fontana ha vinto lo scorso anno la sua fascia di età ai Campionati Mondiali IRONMAN 70.3 in Canada a Mont Tremblant, lo abbiamo seguito anche su questo blog in alcune fasi della preparazione all’evento. Passato Professionista nel triathlon quest’anno, Matteo lo scorso sabato ha corso l’Ironman 70.3 a Budapest riuscendo a centrare la Top Ten, grazie a una buona difesa nel nuoto, un’ottima prestazione in bici ed una buona corsa, nonostante il problema al tendine. Dopo questa buona prova diamo uno sguardo al suo file di bici e corsa, per capire cosa occorra per ottenere una prestazione di livello in queste gare.

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Matteo si laurea campione del mondo in Canada!

MONT TREMBLANT – QUEBEC (CAN): Matteo Fontana, atleta del DDSt team di Settimo Milanese e protagonista del nostro blog “Road to Ironman”, si è laureato campione del Mondo di triathlon IM 70.3 categoria 18/24. La prova si è svolta a Mont Tremblant in Quebec (Canada) ed ha visto il nostro atleta brianzolo vincere in 4h:07′:35″ davanti al canadese Pierre Marc Doyon (4′:08′:33″) ed all’americano Iain Alexandridis (4h:08′:43″).

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Amminoacidi e proteine: la guida

Molta attenzione viene rivolta dagli atleti ai benefici, veri o presunti, dell’integrazione di amminoacidi ramificati (BCAA) o proteine sulla performance e sul recupero del ciclista. Studi condotti sull’argomento hanno indagato l’effetto dei BCAA prima, durante e dopo l’esercizio di resistenza. Le evidenze più importanti sostengono l’uso di BCAA prima dello sforzo o durante il recupero degli allenamenti di endurance intensi, con riduzione del danno muscolare e dell’affaticamento; durante la fase di recupero, aumenta l’utilizzo di amminoacidi per la sintesi proteica, in una fase caratterizzata dal catabolismo muscolare e da un accelerato tasso di turnover proteico.

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Condizione e calendario in progress

Rieccoci con gli aggiornamenti della settimana!
Si, lo so, settimana scorsa abbiamo saltato il solito appuntamento con il post, ma è stata una pausa voluta! Sono stati 7 giorni di scarico, con allenamenti blandi e brevi; molta tecnica in piscina e in bici, qualche lavoro di mantenimento a piedi.
Nelle settimane di scarico mi concentro sempre sulla tecnica, mantenendo 1-2 sessioni di allenamento specifico in ogni disciplina, il resto molto “easy” lavorando principalmente sulla tecnica. Consiglio sempre di mantenere specificità nello scarico, magari sotto il controllo di un occhio esterno (Coach) che obiettivamente possa monitorare la via più corretta per rigenerarsi: in generale, quando si scarica conviene sempre mantenere una buona base di intensità e ridurre il volume rispetto ai picchi raggiunti nel periodo.

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Prima parte di gennaio in scioltezza

Sono molto contento della settimana appena trascorsa, sono riuscito a seguire alla lettera il programma stilato concludendo con 20 ore giuste di allenamento ben suddivise tra bici, corsa e nuoto. Fortunatamente il tempo è stato clemente e mi ha consentito di portare a termite tutti e tre i workout bike previsti grazie ai quali ho totalizzato un buon volume in Z2 (aumento resistenza di base) ma anche in Z3.

I miei allenamenti in bici vedono prevalentemente inserite al loro interno quasi sempre ripetute in Z3, zona che reputo fondamentale per la preparazione di una gara come l’IM 70.3.

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le zone di allenamento: prospettiva multi-disciplinare

In un precedente articolo, “allenarsi in zona” (lo trovate qui) abbiamo visto come ogni zona di allenamento del ciclista (in watt per chi ha il powermeter, ma anche basandosi sul cardio) sia correlata ad adattamenti fisiologici specifici, e come questi adattamenti vadano calibrati sulle esigenze dell’atleta e della richiesta specifica di gara.

Questa volta estendiamo il tema a tutte e tre le discipline, e vediamo perchè sia molto importante lavorare con parametri efficaci ai fini dell’allenamento.
Le zone di allenamento, come abbiamo già visto, vengono stabilite con parametri differenti, al fine di allenare con precisione i sistemi energetici che concorreranno durante lo sforzo agonistico. Determinando i parametri in modo scientifico, l’atleta potrà lavorare sulle richieste specifiche della gara, e periodizzare il training per giungere al massimo della forma il giorno della gara.

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Prime fatiche del 2014

Le settimane avanzano veloci ormai, siamo già agli inizi del 2014 e mancano giusto 9 mesi all’appuntamento chiave dell’anno!
La settimana attuale mandato definitivamente in archivio il periodo di festività. In un certo senso non mi dispiace: ritornare alla routine quotidiana, almeno con gli allenamenti, mi consente di organizzare al meglio tutti gli impegni quotidiani.

Le sedute si sono concentrate quasi totalmente sull’endurance e sulla tecnica, in tutte le discipline. Questo è un periodo dell’anno dove si “macinano” chilometri e si curano gli aspetti coordinativi, anche se inserisco sempre qualche lavoro veloce per non “imballare” troppo la gamba.

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Periodo natalizio, periodo di allenamento

Si è appena conclusa la settimana di Natale, tra impegni familiari e maltempo non è stato di certo facile allenarsi con costanza e regolarità, tutto sommato il volume di allenamento è stato soddisfacente e secondo i programmi.
Buone notizie dalla spalla: il dolore sembrerebbe essere totalmente scomparso, rimane solo qualche leggerissimo fastidio la mattina appena sveglio, ma nulla che possa compromettere il training. 
Ne ho approfittato per recuperare un po’ di volume e di tecnica in piscina, con 4 sedute per un totale di circa 13km: due sessioni dedicate interamente all’endurance, con ripetute sui 250 metri e oltre,  altre due giornate dedicate ad approfondire la tecnica natatoria. Sto lavorando molto sull’ acquaticità per ridurre al minimo lo svantaggio che ho nel nuoto, sport in cui sto imparando a difendermi.

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Meno 257 e qualche ora..

Buone feste a tutti! Eccomi qui a scrivere il primo post di questo “Road to”.

Sto analizzando i file di allenamento di questa settimana appena conclusa, e con un po’ di amarezza noto che le ore di allenamento sono solo 13. A causa del maltempo e di un piccolo infortunio alla spalla (leggera infiammazione al sovraspinato, in via di risoluzione), non sono riuscito ad attenermi al 100% al programma stabilito. Con rammarico ho dovuto rivisionare le sedute di nuoto, riducendo il volume e concentrandomi principalmente sulla tecnica, con lavori  blandi per non sovraccaricare il muscolo interessato.

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il mio cammino verso il mondiale canadese

Sono 270 i giorni che mi separano dal campionato mondiale Ironman 70.3. Da questo momento, condividerò con voi, di settimana in settimana, l’andamento della mia preparazione, finalizzata al raggiungimento della massima performance (per le mie capacità) il giorno 7 Settembre 2014.

In questo spazio non mi limiterò solo a presentarvi i miei metodi di allenamento e l’aspetto tecnico; condivideremo gli aspetti collaterali, ma ugualmente interessanti, che scandiscono i giorni di avvicinamento all’evento canadese. Parleremo dei temi tecnici e della vita di un atleta nel quotidiano:  problemi, sacrifici e soddisfazioni che spero di regalarmi nel 2014.

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