Il responso metabolico degli arti del corpo

Il responso metabolico degli arti del corpo

Un carico di lavoro standard (basato sulla potenza o su % del V02Max appropriate, tradotte o meno in “zone”) produce un maggior affaticamento fisiologico se coinvolge le braccia/arti superiori, rispetto alle gambe; coinvolgendo la parte alta, infatti, si ottiene un VO2max (Massimo Consumo di Ossigeno) inferiore del 25% circa rispetto all’esercizio mediante la parte bassa (corsa o il ciclismo).

Nel confrontare sport differenti, o carichi di lavoro multi-settoriali, volume ed intensità di esercizio basati sull’attività ciclistica o podistica non possono essere traslati automaticamente ad attività coinvolgenti la parte alta, altrimenti si corre il rischio di travisare gli stimoli indotti a livello fisico dal proprio programma di training.

Inoltre, il Massimo consumo di O2 per esercizi sviluppati con gli arti superiori non risulta correlato strettamente col VO2max sviluppato attraverso gli arti inferiori, e perciò non predittivo della capacità di un atleta di effettuare uno sport aerobico. Vediamo quale sia la motivazione e l’origine di queste differenze.

Il più alto consumo di ossigeno per un allenamento che coinvolga la parte alta del corpo, in genere, richiede il 70-80% del VO2max rispetto a sport come ciclismo e corsa a piedi. Anche la FC e la ventilazione polmonare rimangono più contenute negli sport che utilizzano le braccia. La massa muscolare, relativamente più piccola nella parte superiore del corpo, contribuisce a esplicare queste differenze fisiologiche; una più bassa FcMax, per esercizi che coinvolgano gruppi muscolari mediamente meno sviluppati, può essere ricondotta sia alla minor stimolazione generata a livello centrale dalla corteccia motoria, che alla minor stimolazione midollare dovuta alla muscolatura attivata.


Nell’esercizio submassimale, il modello di risposta metabolica e cardiovascolare -tra gli arti superiori o inferiori del corpo- si esplica come nella figura (qui sopra), mostrando che (per qualsiasi livello di potenza submassimale, asse orizzontale) si produca un maggior consumo di ossigeno (asse Y) utilizzando le braccia rispetto alle gambe. Questa differenza tra sforzi rimane dunque meno marcata durante l’esercizio fisico leggero, e cresce progressivamente con l’intensità dello sforzo stesso; la minor economia nello sforzo con gli arti superiori dipende probabilmente dal lavoro muscolare “statico”, che non produce lavoro esterno, ma consuma in ogni caso ossigeno aggiuntivo.

In sostanza, la muscolatura aggiuntiva impiegata per stabilizzare il dorso durante molte forme di esercizio fisico con le braccia si somma alla normale richiesta di O2 indotta dallo sforzo. L’allenamento della parte superiore del corpo produce fisiologicamente anche un maggiore sforzo (FC, pressione arteriosa, ventilazione polmonare, percezione stessa dello sforzo fisico) per qualsiasi livello di VO2 (o % del massimo consumo di ossigeno) rispetto al coinvolgimento della parte inferiore del corpo.

 

Simone Casonato
Fondatore di ScienceOfCycling Italia alla fine degli anni 2000, si occupa di programmazione del training ed è esperto nell’analisi dati degli atleti di endurance. E’ da anni Trainingpeaks Certified Coach e ha alle spalle esperienze internazionali nel ciclismo e nel triathlon; ha lavorato nel 2013 e 2014 con la Bardiani-CSF come responsabile della preparazione, vincendo quattro tappe al Giro d’Italia in due anni, ed è risultato il più giovane allenatore pro del circuito mondiale UCI WorldTour. Ha ottenuto più di 200 vittorie in ambito amatoriale, tra cui il titolo mondiale Ironman in Canada nel 2014 e numerose maglie tricolori in ambito ciclistico, sia nelle GF che nei circuiti. Attualmente si occupa di ricerca scientifica applicata agli sport di endurance, programmazione e supporto degli atleti di tutti i livelli, professionisti WT e amatori (ciclismo e triathlon) in tutta italia e all’estero (USA, Cina, Emirati Arabi e Gran Bretagna). Dal 2015 è anche consulente ricerca per Abu Dhabi Sports e svolge attività di ricerca scientifica in ambito Endurance. E’ da anni membro dello European Congress of Sport Science e relatore in congressi e convegni europei. Attualmente lavora con la squadra Pro russa Gazprom – Rusvelo e il team Pro Biesse Arvedi Continental per lo sviluppo della valutazione funzionale degli atleti professionisti durante la stagione 2019 e 2020.
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