Oropa: dati di scalata da Pantani a Dumoulin

Oropa: dati di scalata da Pantani a Dumoulin

Come preannunciato alla fine dello scorso articolo di analisi (lo trovate qui), Tom Dumoulin ha fatto valere le proprie doti di cronoman conquistando la maglia rosa nella prova contro il tempo di Montefalco: oltre 39 km percorsi a 47.180 km/h di media, infliggendo distacchi pesanti agli scalatori in corsa per la vittoria finale (Nibali a 2’07, Quintana a 2’53, Pinot a 2’42).

Se la cronometro ha confermato quindi il valore del corridore olandese, da sempre fortissimo nelle prove contro il tempo, era però stata la tappa con la ripida scalata al Blockhaus a far capire quale fosse la forma del Dumoulin di quest’anno. Del resto, Tom aveva già stupito tutti un paio di anni fa in salita, vincendo la nona tappa della Vuelta a Espana davanti a scalatori puri come il rivale Chavez, Aru e Purito Rodriguez. Sceso nel peso, da 72-73 a 68-69 kg mantenendo le sue ottime potenze aerobiche, questo ragazzo ha dimostrato quindi già in passato di poter far bene nelle grandi salite delle grandi corse a tappe.

Come è andato quindi il test sulla salita di Oropa?

La tappa di Oropa

La frazione da Castellania ad Oropa (131 km) prevedeva 120 km pianeggianti prima dell’imbocco alla nota salita del Santuario; una scalata selettiva ma abbastanza lineare, più dura nella seconda parte, con una pendenza media sopra il 7% e punte anche al 13% a pochi km dall’arrivo.

Dumoulin ha prima rintuzzato gli attacchi di uno scatenato Quintana, sulla carta favoritissimo al successo della frazione, ed poi è riuscito nella parte finale (con Nibali e Pinot in difficoltà) a creare un piccolo solco tra sé e il rivale colombiano, distanziato infine di 9 secondi al traguardo. Vittoria quindi per Dumoulin davanti al coriaceo russo Zakarin, unico in grado di seguirlo negli ultimi 2 km (+3”), e classifica ancora più allungata, con l’olandese che ad oggi guida con 2’41” sul primo inseguitore Quintana. Nibali a 3’41”.

Per Dumoulin ottimi valori di scalata, con una potenza stimata negli ultimi 7 km di 6,51 w/kg per 1758 m/h di Vam e oltre 445w medi espressi. Valori molto elevati, che testimoniano il livello complessivamente molto alto dei favoriti alla vittoria finale, dato che gli avversari sono arrivati con distacchi entro il minuto al traguardo della tappa 14. Il rivale Quintana ha concluso la prova con circa 18 minuti e mezzo di scalata a 1737 m/h di Vam per 22,79 km/h di media.

Oropa però non è solo crocevia della sfida per il Giro 2017; in passato ci sono state altre scalate di interesse, tra cui si deve citare quella di Marco Pantani, che nel 1999 affrontò l’ascesa dopo un guaio meccanico e seppe rimontare 49 avversari prima di arrivare vittorioso al traguardo. Per Pantani, autore secondo le mie misurazioni del record assoluto della salita, una potenza di 6,75 w/kg e oltre mezzo minuto meno del Dumoulin 2017. La VAM dello scalatore romagnolo risulta di 1815 m/h.

Qui sotto trovate lo storico della salita di Oropa, con tempi e dati dei primi 8 corridori qui transitati nel corso delle varie annate

Cosa aspettarsi dalle prossime tappe?

Dumoulin si è dimostrato (finora) un corridore molto maturo nella gestione delle tappe di questo Giro, dispone di un cospicuo vantaggio anche in vista della cronometro di Monza, quella conclusiva, in cui può incrementare ulteriormente il suo vantaggio nella generale. Sarà obbligo degli inseguitori far corsa dura, specie in vista delle tappe con salite consecutive ed in alta quota, per mettere in difficoltà questo forte olandese e propiziare qualche attacco per eroderne il vantaggio. Andrà valutata sia la tenuta dell’attuale leader sulle tre settimane (vedasi Vuelta 2015) che la crescita di Quintana e Nibali alla distanza.

La terza settimana si preannuncia spettacolare, ricca di terreno per gli attaccanti (Mortirolo, Stelvio, Piancavallo, Grappa…) e di insidie lungo tutto il percorso; i pretendenti alla rosa sono avvisati, da Quintana a Nibali c’è spazio per provare a ribaltare il Giro.

Simone Casonato
Fondatore di ScienceOfCycling Italia alla fine degli anni 2000, si occupa di programmazione del training ed è esperto nell’analisi dati degli atleti di endurance. E’ da anni Trainingpeaks Certified Coach e ha alle spalle esperienze internazionali nel ciclismo e nel triathlon; ha lavorato nel 2013 e 2014 con la Bardiani-CSF come responsabile della preparazione, vincendo quattro tappe al Giro d’Italia in due anni, ed è risultato il più giovane allenatore pro del circuito mondiale UCI WorldTour. Ha ottenuto più di 200 vittorie in ambito amatoriale, tra cui il titolo mondiale Ironman in Canada nel 2014 e numerose maglie tricolori in ambito ciclistico, sia nelle GF che nei circuiti. Attualmente si occupa di ricerca scientifica applicata agli sport di endurance, programmazione e supporto degli atleti di tutti i livelli, professionisti WT e amatori (ciclismo e triathlon) in tutta italia e all’estero (USA, Cina, Emirati Arabi e Gran Bretagna). Dal 2015 è anche consulente ricerca per Abu Dhabi Sports e svolge attività di ricerca scientifica in ambito Endurance. E’ da anni membro dello European Congress of Sport Science e relatore in congressi e convegni europei. Attualmente lavora con la squadra Pro russa Gazprom – Rusvelo e il team Pro Biesse Arvedi Continental per lo sviluppo della valutazione funzionale degli atleti professionisti durante la stagione 2019 e 2020.
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