Prestazioni in salita e VAM

Prestazioni in salita e VAM

Una delle esigenze più sentite dai ciclisti di ogni livello è misurare le proprie performance in salita, sia per confrontarle con altri atleti che per avere un riscontro rispetto a precedenti uscite o test.

Tra le molte unità a disposizione, per misurare e confrontare la propria prestazione ciclistica sulle ascese di tutto il mondo, vi è anche la VAM, acronimo per Velocità Ascensionale Media. Questo parametro indica il numero di metri di dislivello che si affrontano per unità di tempo, riferimento che corrisponde ad un’ora; la prestazione sarà pertanto misurata in m/h.

Il risultato di tale formula, seppur privo di oggettività scientifica, risulta interessante per la sua immediatezza e semplicità; può costituire un termine di riferimento che ciascun ciclista può utilizzare sulla medesima salita nell’arco della stagione, oppure un indice arbitrario per calcolare indicativamente il tempo contador-verbierdi percorrenza di salite sconosciute, o il volume di un’uscita con elevato dislivello – granfondo, a seconda del proprio livello di preparazione.

La Velocità Ascensionale Media subisce però l’influenza di alcune variabili, che non vanno sottovalutate quando si effettuano raffronti tra ascese ed allenamenti.
La pendenza della salita determina un aumento della VAM anche significativo; si ha una crescita esponenziale della VAM per ogni grado percentuale aggiuntivo.
Inoltre, pendenze inferiori al 5-6% e la presenza di un altro atleta o di un gruppetto a scandire l’andatura,consentono un effetto scia con cospicuo risparmio in termini di potenza espressa, arrivando anche a 50watt nel caso di atleti piccoli e leggeri. Questi ultimi saranno invece penalizzati in caso di vento contrario.
Non bisogna pertanto stupirsi delle VAM elevatissime (anche 1900 m/h) fatte registrare su alcune salite della Vuelta Espana, tipicamente corte e ripide, qualche anno addietro)
Le condizioni atmosferiche, ed in particolare il vento, modificano la resistenza nell’incedere del ciclista e ne limitano la velocità oraria a parità di potenza espressa; tutto ciò può portarci a riconsiderare la strabiliante prestazione di Horner al Tour of California 2011, sulla salita di Sierra Road (2015 m/h) con forte vento favorevole, e a mio avviso spiegare come Contador, pur avendo offerto una delle prestazioni più elevate della sua carriera sull’Etna al Giro 2011, ha realizzato “solamente” una VAM di circa 1600 m/h

Le condizioni del manto stradale, che possono aumentare l’attrito, e quindi fare maggior resistenza del dovuto all’incedere della bicicletta, o la presenza di tornanti stretti che non permettono di dare continuità all’azione, sono invece caratteristiche intrinseche dell’ascesa considerata e influenzano sempre la velocità effettiva di scalata.

L’altitudine alla quale la performance atletica viene espressa determina anche effetti interessanti sulla VAM del ciclista, ed allo stesso modo può determinare una variazione fisiologica (e quindi scientificamente determinabile) della potenza espressa dall’atleta. Sappiamo infatti che la pressione barometrica e quella parziale di ossigeno si riducono del 6% circa ogni 500m di quota; questo si tradurrà in una resistenza inferiore all’incedere del ciclista e un minor attrito dell’ aria nelle vie respiratorie, mentre al contrario risulterà più impegnativo esprimere potenze abituali.
A quote elevate infatti l’ipossia, sommandosi allo sforzo classico richiesto dalla pedalata, comporta un impegno supplementare causato dal deterioramento muscolare (aumento degli enzimi deputati al trasportare l’ossigeno e produrre energia, capillarizzazione muscolare) e dai chemocettori a livello respiratorio (diminuzione del PO2 nel sangue arterioso con consistente aumento della ventilazione)a22

All’atto pratico, le VAM – normalizzate sull’ora- registrate negll’ultimo decennio da ScienceOfCyling Italia possono così essere riassunte:
ciclista professionista nelle grandi corse a tappe: 1720 m/h (Contador, Verbier 2009),
~6.38 w/kgciclista under 23 corse a tappe: 1650 m/h (GiroBio, Giro della Valle D’Aosta) ~5,9 w/kg
amatore, cronoscalate FCI e Gf di altissimo livello: 1530 m/h ~ 5,75 w/kg
juniores, corsa Internazione: 1420 m/h ~ 5,37 w/kg

Dati alla mano, posso però affermare che le Vam più elevate nella storia del ciclismo appartengano al nostro Marco Pantani, che alla fine degli anni 90 riuscì ad esprimere in salita velocità di scalata analoghe a quelle di Contador versione Verbier, per un tempo di esaurimento quasi doppio rispetto allo scalatore madrileno.

Simone Casonato
Fondatore di ScienceOfCycling Italia alla fine degli anni 2000, si occupa di programmazione del training ed è esperto nell’analisi dati degli atleti di endurance. E’ da anni Trainingpeaks Certified Coach e ha alle spalle esperienze internazionali nel ciclismo e nel triathlon; ha lavorato nel 2013 e 2014 con la Bardiani-CSF come responsabile della preparazione, vincendo quattro tappe al Giro d’Italia in due anni, ed è risultato il più giovane allenatore pro del circuito mondiale UCI WorldTour. Ha ottenuto più di 200 vittorie in ambito amatoriale, tra cui il titolo mondiale Ironman in Canada nel 2014 e numerose maglie tricolori in ambito ciclistico, sia nelle GF che nei circuiti. Attualmente si occupa di ricerca scientifica applicata agli sport di endurance, programmazione e supporto degli atleti di tutti i livelli, professionisti WT e amatori (ciclismo e triathlon) in tutta italia e all’estero (USA, Cina, Emirati Arabi e Gran Bretagna). Dal 2015 è anche consulente ricerca per Abu Dhabi Sports e svolge attività di ricerca scientifica in ambito Endurance. E’ da anni membro dello European Congress of Sport Science e relatore in congressi e convegni europei. Attualmente lavora con la squadra Pro russa Gazprom – Rusvelo e il team Pro Biesse Arvedi Continental per lo sviluppo della valutazione funzionale degli atleti professionisti durante la stagione 2019 e 2020.
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