Programmare la stagione 2020: il calendario

Programmare la stagione 2020: il calendario

Terminate le vacanze di fine 2019, siamo nel pieno della preparazione invernale in vista della stagione 2020. Mentre si cerca di sopravvivere alle rigide temperature proprie del periodo, occorre pianificare attentamente gli obiettivi dell’anno appena iniziato. 

Definire gli obiettivi della stagione e le gare più importanti è infatti un ottimo modo per rimanere motivato ed entusiasta durante il periodo invernale, stretto tra lavori di cross training ed allenamenti indoor; ci responsabilizza, rende consapevoli dei periodi cruciali della stagione ed è un elemento fondamentale di cui discutere col coach, per ottenere i migliori risultati.

Non riuscire a pianificare correttamente la stagione significa pianificare una stagione fallimentare.

Studiare la stagione passata

E’ assolutamente naturale iniziare il nuovo anno con una nuova serie di obiettivi personali e buone intenzioni, che diano lo slancio e la carica giusta.

Nella sfera sportiva, questo si traduce nel dar forma ad una nuova “stagione”, spesso con obiettivi basati sul miglioramento di un tempo specifico (Granfondo, maratone…) oppure sul consolidamento di un’abilità specifica (FTP, variazioni di ritmo, capacità lattacida…) o ancora, sul raggiungimento di nuovi traguardi personali sotto forma di eventi (la prima GF lunga, il primo Triathlon Olimpico, il primo Ironman..). 

Gli obiettivi possono e devono essere anche strettamente personali: slegati dalla gara X o dal valore Y, troviamo aspetti come la fiducia in sé stessi, un equilibrio psico-fisico duraturo, la capacità di recupero, la gestione dello stress, la gestione dell’equilibrio familiare ed il benessere generale.

Onde trovare i giusti obiettivi per il 2020, occorre annotare poi non solo il calendario gare ideale, ma la somma di obiettivi sportivi e personali. Vorrei sentir più spesso parlare gli atleti non solo di gare, ma anche di obiettivi personali, perché il successo di una stagione non si misura solo nelle pagine che contengono i tempi di gara e le medie ottenute. Ci sono situazioni di potenziale conflitto e stress che possono e devono essere affrontate, se ci si vuole godere al 100% la propria passione e soprattutto farlo per tanti anni ancora.

Ogni tipo di ragionamento, quando si analizza la propria stagione 2019, deve essere improntato a capire come e dove occorre lavorare per migliorare il futuro. Sia nella scelta degli obiettivi che nella gestione del tempo dedicato agli allenamenti, sempre in equilibrio rispetto a lavoro, famiglia e passione.

Diamo la priorità 

Per prima cosa, creare un calendario efficace significa ricercare gli eventi di punta (gare con priorità A), le gare cui, bisogna dare massima priorità. Fatto salvo per chi gareggia in eventi di breve durata che si ripetono ciclicamente, diciamo sotto l’ora e 30 di sforzo circa, non si può fare di ogni fine settimana una gara obiettivo, di quelle cruciali per la stagione. Bisogna scegliere con cura l’evento (o gli eventi) clou, anche per gestire bene i (solitamente due) picchi di forma che preventiviamo di ottenere durante l’arco della stagione. E’ fondamentale distribuire correttamente le energie psico-fisiche a disposizione, onde mantenere un buon equilibrio generale ed evitare cali di motivazione e forma fisica.

Per individuare correttamente la gara obiettivo non bisogna solo verificare che l’evento di ciclismo o triathlon sia o meno sold-out al momento dell’iscrizione; bisogna capire in primis se questo evento sia alla nostra portata (in base al periodo lavorativo, alla stagione, agli impegni personali in quel momento preventivabili. Voglio preparare una gara ad agosto ma non sopporto gli allenamenti lunghi in estate? Vorrei correre una gara di maggio ma ho due comunioni a weekend? Sogno una gara dal dislivello proibitivo ma non ho tempo di allenarmi, causa il picco di lavoro annuale? Anche questi elementi sono parte della scelta.

Personalmente amo anche quelle sfide sportive che non necessariamente coincidano col riscontro cronometrico: una nuova gara, una trasferta insolita, una prova affascinante anche e solo come esperienza per la propria vita. Arricchire il proprio palmares con gare sempre nuove è una forma di grande motivazione, priva della foga agonistica cui magari siamo già abituati da tanti anni.  

Individuare le gare di contorno

Accanto agli eventi clou, occorre anche inserire una serie di gare o allenamenti con importanza inferiore, B o C, cui assegnare un ruolo “pilota” per il conseguimento di gare dal maggior fascino, che si andranno poi a disputare. Queste gare, di minore importanza nell’economia della propria stagione, costituiscono però un utile banco di prova per aspetti specifici importanti, sia dal punto di vista degli allenamenti che della nutrizione o dell’organizzazione generale delle trasferte. Nel ciclismo potrebbero rivestire un ruolo delle GF di minor prestigio o dislivello propedeutico. Nel triathlon, delle traversate a nuoto o gare di minore distanza, in cui però curare transizioni ed altri aspetti tecnici. Trovate le gare in cui affrontare specifiche della vostra performance, senza lo stress e la pressione che potrebbe arrecare la gara obiettivo: anche a livello mentale, ciò favorirà il mantenimento di una buona concentrazione e motivazione negli allenamenti settimanali e nell’arco della stagione stessa, fatta spesso di alti e bassi anche a livello motivazionale.

Anche un Training Camp, un test di valutazione o una piccola vacanza sport-oriented possono fungere da pilastro nell’arco di una stagione tipo. Io per esempio utilizzo spesso i training camp come una forma di motivazione o step di ulteriore miglioramento prestativo, al di fuori della competizione in senso stretto.

Gli stacchi ed il mantenimento

La presenza di gare con priorità C (quindi molto bassa) è poco vincolante in questo momento; in genere, queste son gare a cui ci si iscrive all’ultimo, con il consenso del coach, senza programmare con largo anticipo la propria partecipazione. Spesso queste prove da viversi come momento di puro allenamento (senza ambizione) o alla stregua di una “messa a punto” generale nel lungo percorso verso gare di priorità A.

Dopo aver identificato infatti le gare, identifica ed inserisci anche gli stacchi, prima che la pausa diventi poi necessaria. Se stai correndo una serie di gare ravvicinate, o una corsa a tappe, questo diventa ancora più importante, poiché devi essere pronto fisicamente e mentalmente per più tempo. Non puoi permetterti di partecipare a gare importanti già stanco fisicamente e mentalmente.

Nelle programmazioni lineari della stagione (classico plan gare febbraio – ottobre) è quindi fondamentale programmare una pausa di metà stagione dopo il primo blocco di gare, che cade nel periodo estivo per molti atleti. Spesso l’assenza di uno stacco ha portato, nei racconti che mi hanno fatto alcuni atleti, ad un calo netto durante l’anno, in particolare coi primi caldi. Varie esperienze ben riuscite hanno rafforzato in me la convinzione che suddividere la stagione in almeno due parti sia importante, onde prevenire il crollo che molti atleti lamentano, anche a livello motivazionale. La pausa di mezzo dovrebbe ripristinare mentalmente e fisicamente tutti gli atleti, pronti poi ad un secondo picco di forma nel periodo autunnale. Capita talvolta di vedere atleti che, dopo 6 mesi di tabelle più o meno interpretate, interrompano qualsiasi forma di allenamento scientifico, per dedicarsi ad allenamenti causali e privi di nesso, o lunghe pause senza alcuna logica. La stagione dura 10-11 mesi e ogni periodo ha una sua specifica funzione, se si vuole progredire con costanza e far veramente tesoro delle esperienze precedenti. 

 

Simone Casonato
Fondatore di ScienceOfCycling Italia alla fine degli anni 2000, si occupa di programmazione del training ed è esperto nell’analisi dati degli atleti di endurance. E’ da anni Trainingpeaks Certified Coach e ha alle spalle esperienze internazionali nel ciclismo e nel triathlon; ha lavorato nel 2013 e 2014 con la Bardiani-CSF come responsabile della preparazione, vincendo quattro tappe al Giro d’Italia in due anni, ed è risultato il più giovane allenatore pro del circuito mondiale UCI WorldTour. Ha ottenuto più di 200 vittorie in ambito amatoriale, tra cui il titolo mondiale Ironman in Canada nel 2014 e numerose maglie tricolori in ambito ciclistico, sia nelle GF che nei circuiti. Attualmente si occupa di ricerca scientifica applicata agli sport di endurance, programmazione e supporto degli atleti di tutti i livelli, professionisti WT e amatori (ciclismo e triathlon) in tutta italia e all’estero (USA, Cina, Emirati Arabi e Gran Bretagna). Dal 2015 è anche consulente ricerca per Abu Dhabi Sports e svolge attività di ricerca scientifica in ambito Endurance. E’ da anni membro dello European Congress of Sport Science e relatore in congressi e convegni europei. Attualmente lavora con la squadra Pro russa Gazprom – Rusvelo e il team Pro Biesse Arvedi Continental per lo sviluppo della valutazione funzionale degli atleti professionisti durante la stagione 2019 e 2020.
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