Record dell’ora di Wiggins: alcune considerazioni

Record dell’ora di Wiggins: alcune considerazioni
Ieri Bradley Wiggins ha stabilito il nuovo record dell’ora, sul velodromo di Londra, percorrendo 54.526 km e siglando il primato che prima apparteneva a Dowsett (52.937 km).
Andiamo quindi ad analizzare alcuni parametri fondamentali per il risultato ottenuto dal britannico, partendo dai wattaggi fino ad arrivare a considerazioni su temperatura ed umidità, decisive al momento della prova.
Come wattaggio si può pensare a circa 425-430 watt medi di stima, tanti considerando la posizione aerodinamica tenuta sulla sua Pinarello, ma realistici confrontando anche i files disponibili, oltre alle sue dichiarazioni in merito.
Il pace della gara non è stato dei migliori, in quanto la prima metà dei giri (sopra i 54,6 km/h di media) è stata percorsa ad una potenza di circa 11 watt medi superiore rispetto alla seconda parte, dove forse gli oltre 30 gradi hanno contribuito alla fatica.
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Nelle caratteristiche che servono per ottenere questo record si cerca un compromesso ottimale tra le capacità aerobiche dell’atleta e la penetrazione aerodinamica (resistenze aerodinamiche e rotolamento); l’aspetto aerodinamico dipende in buona misura dalle caratteristiche antropometriche (massa corporea e superficie frontale) ed ambientali (ad esempio, densità dell’aria e temperatura). La distanza percorsa è quindi il risultato di questo compromesso.

La temperatura è un aspetto decisivo, che alcuni velodromi possono anche controllare; ieri il valore era di 30-31 gradi circa, quindi 3-4 gradi più alta rispetto a quella del tentativo di Dowsett (inizio maggio), e anche questo ha influito (dai 5 ai 7 watt), perchè l’aumento della temperatura ha comportato una richiesta più alta (ciclisti di questo tipo hanno potenze elevatissime e necessitano di temperature più basse per esprimersi, anche per la percezione della fatica che comportano i 60′ di sforzo). 
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Wiggo è stato sfavorito anche dalla pressione dell’aria diversa, e più alta (valore piuttosto elevato ieri, 1036 mb); se avesse provato l’impresa con un valore di pressione pari a 1010 mb, probabilmente Bradley avrebbe potuto andare a superare la distanza di 55 km (stimo un guadagno di 460-490 m con pressione uguale a quella del tentativo di Dowsett).

Secondo la mia simulazione, se Bradley avesse provato in un velodromo a 3000m di altitudine (air pressure 701 mb/ 14.5% pressione O2 / 90% di Hb O2 sat) il guadagno – tra perdita di potenza dovuta all’altura e migliorie aerodinamiche grazie alla pressione – sarebbe stato nel totale di 47w, con un incremento del record di 1,72 km/h. Secondo Hutchinson, Wiggins avrebbe in teoria potuto attaccare il record (ora “fuorilegge”) di Chris Boardman (distanza di 56,375 km) con pressione sotto i 1000 mb, ma il dato mi sembra sin troppo ottimistico.

Infine la bici, oggetto di molte critiche in quanto non ancora in commercio; si tratta di un modello Pinarello denominato Bolide HR, sviluppato in collaborazione con Jaguar che ne ha curato le migliorie aerodinamiche. Secondo i due brand, il risultato di questa stretta collaborazione ha permesso di ottimizzare la bici in funzione di questa particolare corsa contro il tempo, ottenendo un incremento della prestazione aerodinamica complessiva del 7,5%, in buona parte grazie al nuovo manubrio monoscocca in titanio sinterizzato, ed al design specifico per forcelle e foderi.

Il manubrio monoscocca in titanio sinterizzato è stato completamente ridisegnato, e la tecnologia laser ha permesso di ottenere un manubrio senza leve freno e cambio, e con innovativi appoggi stampati sulle misure di Wiggins, per alleggerire la pressione e migliorare la resistenza aerodinamica.

 

 

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