Svelati i dati di Froome: considerazioni sui valori di scalata, stime e doping “teorico”

Svelati i dati di Froome: considerazioni sui valori di scalata, stime e doping “teorico”

Oggi il Team Sky ha rilasciato alcuni dati sulle potenze di scalata della maglia gialla, Froome, vittoriosa nella decima tappa del Tour de France. La mossa del team inglese nasce dal tentativo di porre fine ad un clima di forti speculazioni e sospetti sul doping;  il dibattito del Tour in corso di svolgimento è infatti incentrato sulla plausibilità delle prestazioni di Chris Froome e il resto del Team Sky, in grado di far esplodere la corsa proprio sulla salita di La Pierre Saint Martin, rifilando pesanti distacchi agli avversari.

Il Coach del Team Sky,  Kerrison, parlando della tappa ha affermato come la Vam (che, ricordo, non è un valore scientificamente attendibile e confrontabile in senso assoluto, in quanto dipende dalle caratteristiche della salita presa in esame quali pendenza, altitudine, etc) fosse sui 1200-1300 m/h nelle scalate intermedie della tappa, per poi assestarsi sul valore di 1602 m/h nell’erta finale di giornata. Lunga 15,30 km, l’ultima salita è stata percorsa in circa 41’30” con una media del vincitore pari a 414 watt.

Questi dati permettono di calcolare anche il valore di wattaggio per chilo necessario alla scalata vincente, che Kerrison ha dichiarato essere pari a 5,78 w/kg nel caso di Froome. Questo numero in realtà deriva dalla correzione del dato misurato dallo Stages del Team Sky; usando corone “Twin Cam” Osymetric, infatti, la lettura del misuratore viene modificata con una sovrastima di circa il 4-5% rispetto alle corone tradizionali, dichiarata dalla casa che realizza il powermeter. Schermata 2015-07-21 alle 17.37.36

Come spiegato dal produttore ed evidenziato in generale qui sul blog in un articolo specifico, la misurazione della potenza è basata su eventi,  e ciascun evento è un giro completo della pedivella. A causa dei cambiamenti nella velocità che avvengono con corone non circolari, nel corso di una rivoluzione completa, la potenza ottenuta dallo Stages con corone ovali è sovrastimata rispetto a quella ottenuta con corone tradizionali,  dotate di velocità costante. Dai vari test comparativi si verifica una (sovra)stima della lettura dei watt -con corone asimmetriche- pari a +4/5% rispetto alle corone circolari, e questo quindi richiede una “correzione” % del valore ottenuto dall’atleta con lo Stages.

La presenza di corone Osymetric ha fatto sottrarre il 6% rispetto al wattaggio medio registrato in gara: dividendolo per il peso della maglia gialla (Kerrison lo ha definito “intorno a 67,5 kg”) si è arrivati a 414w- 6% / 67,5 = 5,78 w/kg , ufficialmente per Kerrison 5,78 w/kg sui 41’30 di scalata. Cadenza media di 97 rpm al minuto (questo ci interessa meno per considerazioni sul suo VOMax ed FTP) e rapporti 52/38 e 11-28 , con FC media di scalata 158 bpm ed FCMax 174 (sappiamo che i battiti sono molto soggettivi e non correlabili con le capacità di un soggetto, come invece erroneamente fatto da qualche giornale italiano).

Molti commentatori inoltre hanno parlato di motorini elettrici (le prove di questa accusa non si sono ancora viste..) azionati durante l’attacco. Kerrison ha spiegato che nei quattro minuti pre-attacco, Chris saliva a 449 w (422 w “corretti”, pari a 6,25 w/kg) con VAM pari a 1777 m/h; dopo l’azione, durata 24 secondi per circa 522w corretti, Froome è salito a 408 w reali (6,04 w/kg).WATSON_00004278-0061-630x420

Kerrison ha smentito i vari tentativi di calcolare indirettamente il VO2Max, che corrisponde in buona sostanza alla cilindrata aerobica; il coach ha definito qualsiasi tentativo di stima come “impossibile”, in quanto richiederebbe ipotesi non verificate circa la quota del contributo anaerobico ed aerobico sostenibile da Froome, e la sua efficienza.

Riguardo ai wattaggi per kg, io ho voluto fare una prova “pessimistica” cambiando alcuni parametri relativi alla scalata della maglia gialla: assumendo un 4% come deviazione dovuta alle corone ovali con lo Stages (e non 6%), ed un peso atleta pari a 66,5 kg (riportato da alcune fonti non ufficiali) al posto di 67,5, ho ottenuto una potenza media di 5,98 w/kg in luogo dei 5,78 precedenti. Si tratta in ogni caso, anche con valori più consistenti in termini di w/kg, di potenze di scalata ampiamente all’interno della fisiologia umana.

Effettivamente, come riportato in varie ricerche scientifiche di rilievo, ciò significherebbe stimare un valore di VO2max pari ad 85 ml/kg/min assumendo 45 minuti a 5.90 W/kg all’~ 85% del max (con efficienza pari al 23%). Questo è anche il caso riportato in una recente ricerca pubblicata da scienziati francesi, avente come oggetto un ciclista salito sul podio al Tour de France (ed i dati  diretti del suo SRM). Niente di sospetto o di particolarmente scandaloso per nessun addetto dotato di buona fede. Si erano levate voci parlare di Vo2Max pari a 90 ml/kg/min, o di 7 w/kg di FTP, per Froome; questo dato, ancorché confutato dalle stime (realmente attendibili, e molto più basse) sulla sua scalata, era stato oggetto di critica anche da parte di scienziati molto famosi nel mondo del ciclismo, come Coggan, Simmons ed altri.  Così come molte speculazioni erano sorte da un video contenente i valori “telemetrici” di scalata di Froome sul Ventoux (due Tour fa…), assolutamente inattendibile, eppure preso come prova scientifica da parte di alcuni reporter, oggetto addirittura di discussioni e processi mediatici. chris_froome_stage_10

Per quanto riguarda infatti i dati “stimati” indirettamente su ogni salita del Tour, giustamente ci appassioniamo, è interessante prevedere come e con quali tempi/potenze/Vam i big abbiano scalato le cime del Tour o del Giro. Voglio però ricordare come ogni misuratore abbia la propria taratura, peculiarità costruttive, il peso dei corridori sia spesso differente anche di 2-3 kg dal dichiarato e le risposte fisiologiche differenti. A proposito di stime, voglio ricordare (International Journal of Sports Physiology and Performance, 2014, 9, 777-782) le conclusioni di questa autorevole ricerca scientifica, che aveva come oggetto proprio la stima indiretta delle potenze di scalata delle salite:

La resistenza aerodinamica (soggetti colpiti dalla velocità del vento e dal suo orientamento, area frontale, velocità) è il fattore che crea più confusione (nella stima delle potenze). I valori medi stimati sono vicini ai valori di potenza misurata dai misuratori di potenza, ma l’errore casuale è tra ± 6% e ± 10%. Inoltre, dati i valori di potenza (> 400 W) prodotti da ciclisti professionisti, questo errore è probabilmente maggiore. Questa osservazione mette in dubbio la validità nel rilasciare singoli valori, senza segnalare la gamma di errore casuale.

In conclusione, se la vostra domanda è: Froome si dopa o no? La Sky fa uso di doping di squadra?..  allora vi rimando all’articolo che scrissi due anni fa, quando pesanti sospetti avvolsero proprio il “keniano bianco” dopo una prestazione ugualmente straordinaria sempre al Tour. Penso che, pur cambiando le salite, la risposta sia identica: non lo sappiamo e se qualcuno verrà scoperto saremo i primi ad arrabbiarci per la presa in giro, ma questo non può significare automaticamente dare la patente di dopato al vincitore di turno (nel 2014 Nibali, ora Froome) o falsificare i dati per provare un presunto abuso. Tra l’altro, quando scrissi l’articolo qui sotto (qui la versione integrale) ci aspettava una tappa con l’Alpe D’Huez, dove il leader rischiò anche di andare in crisi.

Chris è dopato? Non lo sappiamo, non possiamo saperlo e sono sicuro che speriamo non sia così per il bene del nostro sport. La sua performance vincente sul Ventoux e ad Ax-3 Demaine non fornisce alcuna prova reale o concreta, obiettivamente, anche se la sua capacità di staccare i rivali non è un buon segno per chi segue il ciclismo con attenzione (quelli che lo seguono incidentalmente non smetteranno di pensare che siano tutti dopati. quindi sarebbe una causa persa qualsiasi forma di speculazione e ragionamento). Continuamo a monitorare i dati e farci giustamente delle domande, il ciclismo ne ha bisogno, non ha bisogno però della caccia alle streghe, quindi stiamo in guardia e prepariamoci anche eventualmente all’indignazione se dovessero esserci positività acclarate o nuovi dati sospetti. Certo è che, purtroppo, il doping fa sempre notizia ed è brutto dover sempre fare i conti con la sensazione di essere presi in giro dai vari campioni. Speriamo in tempi umani e continuiamo a riflettere in attesa dell’Alpe d’Huez, in maniera critica e non ideologica.

Il Tour può essere ancora lungo e ricco di sorprese, colpi di scena, ribaltoni, si spera avvengano solo sulla strada e per aspetti squisitamente sportivi.

 

Related Posts

Leave Your Comment

Your Comment*

Your Name*
Your Webpage

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.