Scelta sella e dolori al soprasella nel ciclista

Scelta sella e dolori al soprasella nel ciclista

Grande attesa per una delle gare più affascinanti cui i nostri atleti amatori della MTB mirano, la Hero. Nelle ultime settimane -oltre ad un allenamento che passa per crescenti volumi di lavoro aerobico, specie nel weekend – anche il setup della bici ha interessato molti atleti in preparazione per la gara dolomitica.

Spesso in laboratorio la soluzione ad alcune turbe posturali passa per la scelta di una sella nuova, o degli aggiustamenti di fino della stessa, che ne cambiano radicalmente l’appoggio.

Negli ultimi anni la moda delle selle corte e larghe ha spopolato tra i ciclisti, sia su strada che in mtb. Talvolta però le selle che vediamo montate di default da alcuni brand celebri non sono proprio la soluzione ottimale per gli atleti. In effetti, anche guardandosi intorno si viene consigliati in negozi o da biomeccanici sulla base della larghezza ischiatica, quando i parametri realmente efficaci per trovare una sella ideale sono ben altri. La postura innanzitutto, e con particolare riferimento a schiena e catena posteriore, ma anche il tipo di assetto globale che si adotta in bici, il peso, lo stile di guida e le caratteristiche delle uscite.

Negli atleti con posizioni molto “sedute” e comode, il parametro della larghezza delle ossa ischiatiche può essere un buon punto di partenza, dato che con dislivello sella manubrio ridotto il ciclista rimane per lo più seduto sulle ossa ischiatiche e la pelvi permane in verticalità. La sella deve solo avere una larghezza sufficiente nella parte posteriore, per avere una superficie di appoggio comoda ad entrambe le ossa sedute.

Quando invece si lavora su atleti professionisti o amatori molto evoluti, le posizioni sono maggiormente esasperate in termini di altezza sella / estensione max ginocchia / dislivello tra piano sella e manubrio. Il livello di pressione diretta delle ossa si riduce significativamente, e si sposta in avanti verso i rami pubici e l’osso pubico, con l’atleta che ruota e si muove in antiversione del bacino. Questo movimento viene esasperato quando lavoriamo su crono e triathlon, ma è presente anche in mtb e bici da corsa specie su atleti di alto livello. Ecco che qui i parametri da tenere sotto controllo saranno maggiori e la misura delle ossa sarà relativamente importante: l’obiettivo diventa la riduzione della pressione sulla zona pelvica frontale e, oltre a selezionare la sella corretta, anche la corretta regolazione è fondamentale, forse anche più della scelta del modello giusto.

Nella figura del post vedete un atleta che aveva acquistato la sella basandosi sulla larghezza delle ossa, ottenuta presso un negozio/fitter con una sorta di sgabello dotato di materiale molle per leggere la larghezza dell’ischio. La figura di sinistra si riferisce alla sella SMP versione larga, poi sostituta da me con modello identico ma più stretto (figura destra si nota la pressione ottimizzata). Con la sella iniziale, il ciclista riferiva scarso bilanciamento e una piaga sul soprasella lato destro. Analizzando e scansionando la seduta iniziale avevamo montato la sella con lo stesso modello, in versione più stretta. Abbiamo così ottenuto un miglior bilanciamento: notate l’ischio destro, che nella sella stretta appoggia molto meglio ed è più stabile nel movimento. C’è inoltre una riduzione significativa di pressione totale, grazie ad una corretta ripartizione del peso tra i due lati. Evitando poi che la gamba destra “sbordi” sul lato destro sella (come invece avveniva sulla versione larga) e crei pressioni indesiderate – fastidi alla pelle, con conseguenti piaghe e necessità di terapia farmacologica.

In conclusione, i parametri per la scelta della sella ideale sono molti e non tutti “commerciali”; bisogna analizzare le singole peculiarità di ognuno, valutando aspetti che spesso vanno ben oltre la larghezza ischiatica, parametro che può essere utile base ma non è certamente definitivo. Una sella giusta, regolata male, sarà comunque scelta peggiore di una sella errata ma ben regolata da chi sa come intervenire secondo le specifiche dell’atleta.

Simone Casonato
Fondatore di ScienceOfCycling Italia alla fine degli anni 2000, si occupa di programmazione del training ed è esperto nell’analisi dati degli atleti di endurance. E’ da anni Trainingpeaks Certified Coach e ha alle spalle esperienze internazionali nel ciclismo e nel triathlon; ha lavorato nel 2013 e 2014 con la Bardiani-CSF come responsabile della preparazione, vincendo quattro tappe al Giro d’Italia in due anni, ed è risultato il più giovane allenatore pro del circuito mondiale UCI WorldTour. Ha ottenuto come consulente e analyst successi sia al Giro d'italia Pro che U23, oltre che nelle più importanti corse ciclistiche World Tour. All'attivo tra gli atleti oltre 200 vittorie in ambito amatoriale, tra cui il titolo mondiale Ironman in Canada nel 2014, numerose maglie tricolori in ambito ciclistico, sia nelle GF che nei circuiti. Attualmente si occupa di ricerca scientifica applicata agli sport di endurance, programmazione e supporto degli atleti di tutti i livelli, professionisti WT e amatori (ciclismo e triathlon) in tutta italia e all’estero (USA, Cina, Emirati Arabi e Gran Bretagna). Dal 2015 è anche consulente ricerca per Abu Dhabi Sports e svolge attività di ricerca scientifica in ambito Endurance. E’ da anni membro dello European Congress of Sport Science e relatore in congressi e convegni europei. Attualmente lavora con la squadra Pro russa Gazprom – Rusvelo, il team World Tour femminile Alè BTC Ljubiana ed il team Pro Biesse Arvedi Continental per lo sviluppo della valutazione funzionale degli atleti professionisti durante la stagione.
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