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  • Immagine del redattoreSimone Casonato

Caruso, Bernal ed i dati del Giro 2021

Una delle note più liete del Giro 2021 è stata la prestazione dell’ex “gregario di lusso” Damiano Caruso. Il siciliano ha vissuto uno dei migliori momenti della sua lunga carriera sull’Alpe Motta, quando (dopo aver dato una pacca sulla spalla al gregario Bilbao, esausto per il lavoro svolto) ha provato a dare la zampata sul giro, sul filo dei 420w.


Già la tappa dell’Alpe Mera, la numero 19, aveva dato risposte importanti sulle possibilità di podio del corridore Barhain Victorius. La salita finale dell’Alpe di Mera, 9,6 km al 9% medio, si prestava bene alla battaglia a viso aperto per la maglia rosa, visto che non era preceduta da altre ascese troppo impegnative. I wattaggi dei big ne hanno risentito positivamente, come possiamo vedere dall’analisi della prestazione.


Su 29’09” di scalata totale, Damiano ha espresso 410 w medi pari a circa 6,1 w/kg, con un picco sui 5 minuti pari 6,6 w/kg quando Caruso ha attaccato con Yates, Vlasov, Almeida e Bennett. Per cinque minuti, Caruso ha tenuto una media di 440 w (6,6 w / kg), un ritmo che però era insostenibile per mezz’ora, tanto che Yates ha attaccato proprio in quel punto arrivando solo al traguardo, con una stima di circa 6.5w / kg per l’intera salita. Il gruppetto dei big, con Almeida, Bernal e Caruso, ha chiuso poco sopra i 6 w/kg, intensità che serve per primeggiare nei grandi giri come questo su traguardi di 20-30 minuti all-out. Dopo questa convincente prestazione ed il podio a portata di mano, l’ultima sfida tra Caruso e Bernal è andata in scena sabato.


Dopo quasi tre settimane di pioggia, freddo, vento e neve, la tappa prevedeva 70 km di pianura, seguite negli ultimi 90 km della tappa dal Passo San Bernardino, Splügenpass e Alpe Motta. Damiano ha giocato le proprie carte scalando l’Alpe Motta a oltre 6,2w/kg e trovando nel finale anche il cedimento del compagno di fuga, il forte francese Bardet.



L’arrivo a braccia alzate del corridore Barhain ha coronato una tappa che – dopo ben 80 km a circa 350w normalizzati, pari a circa 5,2 w/kg – lo ha visto appunto vincitore al termine di una prestazione maiuscola, 22min57sec a oltre 6,2 w/kg (413w medi), e nella parte finale oltre 6,4 w/kg.


Dopo la vittoria nella tappa 20, domenica Caruso si è comunque difeso nella crono milanese, partendo con 2 minuti dalla maglia rosa Bernal. Il colombiano ha vinto la Maglia Rosa per la prima volta in carriera e, seppur con qualche piccolissimo segnale di incertezza, ha sostanzialmente dominato la parte finale della corsa rosa, forte anche di una squadra fortissima e di gregari di alto livello, primo fra tutti Martinez.

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