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  • Immagine del redattoreSimone Casonato

Il responso metabolico degli arti del corpo

Un carico di lavoro standard (basato sulla potenza o su % del V02Max appropriate, tradotte o meno in "zone") produce un maggior affaticamento fisiologico se coinvolge le braccia/arti superiori, rispetto alle gambe; coinvolgendo la parte alta, infatti, si ottiene un VO2max (Massimo Consumo di Ossigeno) inferiore del 25% circa rispetto all'esercizio mediante la parte bassa (corsa o il ciclismo).

Nel confrontare sport differenti, o carichi di lavoro multi-settoriali, volume ed intensità di esercizio basati sull'attività ciclistica o podistica non possono essere traslati automaticamente ad attività coinvolgenti la parte alta, altrimenti si corre il rischio di travisare gli stimoli indotti a livello fisico dal proprio programma di training.


Inoltre, il Massimo consumo di O2 per esercizi sviluppati con gli arti superiori non risulta correlato strettamente col VO2max sviluppato attraverso gli arti inferiori, e perciò non predittivo della capacità di un atleta di effettuare uno sport aerobico. Vediamo quale sia la motivazione e l'origine di queste differenze.

Il più alto consumo di ossigeno per un allenamento che coinvolga la parte alta del corpo, in genere, richiede il 70-80% del VO2max rispetto a sport come ciclismo e corsa a piedi. Anche la FC e la ventilazione polmonare rimangono più contenute negli sport che utilizzano le braccia. La massa muscolare, relativamente più piccola nella parte superiore del corpo, contribuisce a esplicare queste differenze fisiologiche; una più bassa FcMax, per esercizi che coinvolgano gruppi muscolari mediamente meno sviluppati, può essere ricondotta sia alla minor stimolazione generata a livello centrale dalla corteccia motoria, che alla minor stimolazione midollare dovuta alla muscolatura attivata.


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